Motore a corrente alternata (AC)

Primo motore AC 1888 Tesla

Il motore a corrente alternata (AC) è stato sviluppato alla fine del XIX secolo, rivoluzionando il mondo dell’elettromeccanica. Il suo sviluppo è strettamente legato agli studi di Nikola Tesla, che brevettò nel 1888 il primo motore a induzione basato su campi magnetici rotanti. Questo tipo di motore, a differenza di quelli a corrente continua, non necessitava di spazzole o collettori, rendendolo più efficiente e duraturo.

Parallelamente, anche Galileo Ferraris aveva condotto ricerche simili, presentando nel 1885 il principio del campo magnetico rotante, sebbene non brevettò la sua invenzione. Il motore a induzione di Tesla venne perfezionato e prodotto su larga scala grazie alla collaborazione con George Westinghouse, che ne intuì il potenziale per il sistema elettrico a corrente alternata.

La diffusione del motore a corrente alternata fu accelerata dalla cosiddetta “Guerra delle Correnti”, che vide il sistema AC prevalere su quello a corrente continua sostenuto da Thomas Edison. Questo successo portò alla sua applicazione in ambiti industriali e domestici, rendendolo una pietra miliare nello sviluppo tecnologico moderno.

Ad oggi esistono due principali tipi di motori a corrente alternata:

  • Motore sincrono: il rotore gira esattamente alla stessa velocità del campo magnetico dello statore ed è spesso alimentato da una corrente continua per creare il proprio campo magnetico.
  • Motore asincrono (o a induzione): il rotore gira a una velocità leggermente inferiore rispetto a quella del campo magnetico statorico (scorrimento) e funziona per induzione elettromagnetica senza bisogno di alimentazione diretta.

Questi motori sono ampiamente usati per la loro efficienza, affidabilità e semplicità di manutenzione, trovando applicazione in ambiti industriali, domestici e nei trasporti.

Le parti principali di un motore elettrico sono le seguenti:

1. Statore: è la parte fissa del motore e ha il compito di generare il campo magnetico rotante. È costituito da un nucleo in lamierini ferromagnetici impilati per ridurre le perdite per correnti parassite e da avvolgimenti di rame disposti in scanalature lungo la circonferenza interna.

2.1 Rotore a gabbia di scoiattolo nei motori asincroni:

  • È il più comune e consiste in sbarre di alluminio o rame disposte parallelamente lungo un nucleo di lamierini ferromagnetici, collegate a due anelli alle estremità, formando una struttura simile a una gabbia.
  • Il campo magnetico dello statore induce correnti parassite nelle sbarre del rotore, creando un campo magnetico secondario che interagisce con quello statorico e genera la rotazione.
  • È semplice, robusto e richiede poca manutenzione.

2.2 Rotore a magneti permanenti nei motori sincroni:

  • Utilizza magneti permanenti per generare il campo magnetico necessario.
  • È molto efficiente e non necessita di alimentazione esterna per il rotore.
  • Utilizzato in applicazioni ad alta efficienza come motori per veicoli elettrici e servomotori.

3. Albero di Trasmissione: è il componente meccanico del motore a corrente alternata che trasferisce la coppia generata dal rotore al carico da azionare.

4. Sistema di Raffreddamento: ha il compito di dissipare il calore generato dalle perdite elettriche e meccaniche, prevenendo il surriscaldamento e garantendo un funzionamento efficiente e duraturo. I principali tipi di raffreddamento sono:

  • Raffreddamento ad aria
    • Il più comune nei motori di piccola e media potenza.
    • Utilizza ventole montate sull’albero per forzare il passaggio dell’aria attraverso il motore.
    • Può essere autoventilato (la ventola è parte del motore) o ventilato forzatamente (aria spinta da un ventilatore esterno).
  • Raffreddamento a liquido
    • Utilizzato nei motori di grande potenza o in ambienti con temperature elevate.
    • Impiega scambiatori di calore e circuiti di raffreddamento ad acqua o olio per rimuovere il calore.

5. Inverter: è un dispositivo elettronico che permette di controllare la velocità e la coppia di un motore AC variando la frequenza e l’ampiezza della tensione di alimentazione.